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Milan
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Art at Site 	www.milanoarte.nl	Gianfranco	Pardi	La Danza
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Gianfranco Pardi

La Danza

2006
Piazzale Amendola
Website
www.archiviostorico.corriere.it:
Da qualche giorno, in piazza Amendola, il paesaggio è cambiato. In quel crocevia di strade che dal centro confluiscono nella vecchia Fiera e da lì si ramificano verso la periferia Ovest, c' è ora una scultura che farà da punto di riferimento visivo e col tempo, se sarà amata, potrà entrare nell' immaginario dei cittadini con un suo nomignolo. Per ora si chiama «Danza»; è un groviglio leggero e sinuoso di ferri «perché una scultura compatta avrebbe impedito la visione alle macchine che le girano intorno»; è di colore giallo, «lo stesso che i bambini usano per dipingere le stelle e il sole, ma anche il colore utilizzato nelle fabbriche per segnalare gli oggetti contro cui non andare a sbattere», spiega l' autore Gianfranco Pardi, milanese, classe 1933, scultore ma anche pittore e architetto per hobby. L' iniziativa si deve alla società FarmaFactoring e per Milano si tratta, in fondo, della prima realizzazione di un progetto vagheggiato diversi anni or sono dal Comune: dotare i nuovi ingressi della città di moderne «porte», ovvero, anziché caselli e archi, come nel passato, di sculture che funzionino come segni. Un' idea naufragata per mancanza di sponsor, ma l' esempio di piazza Amendola potrebbe diventare uno stimolo per rilanciarla. Nel frattempo, diventa occasione per due mostre che la Fondazione Marconi di Milano e la galleria Fumagalli di Bergamo dedicano rispettivamente alle prime e alle più recenti opere di Pardi. Quarant' anni di attività dove l' architettura ha sempre fatto da filo conduttore. Fin dagli esordi nel 1967, quelli in mostra a Milano: una cinquantina di quadri con scale, colonne, giardini pensili, porte. Tutti frammenti cui Pardi ha tolto il sostegno, per esempio il pavimento, per produrre un senso di straniamento. In tempi in cui la figurazione della Pop art dettava legge, Pardi continuava a battere le strade dell' astrazione rifacendosi ai costruttivisti russi e all' architettura del ' 900, da Mies van der Rohe a Le Corbusier, fino a distillare gli elementi architettonici in segni sempre più astratti, come mostrano le oltre venti tele esposte a Bergamo, eseguite in questi ultimi due anni.
Translation:
For several days, in piazza Amendola, the landscape has changed. At the crossroads of roads that come together in the old centre and from there branch towards the western suburbs, there is now a sculpture that will be the Visual focal point and over time, if you loved, will enter the public imagination with his name. For now it's called ' Dancing '; is a light and sinuous tangle of irons ' because a compact sculpture would prevent the vision to machines that revolve around '; is yellow, ' the same that children use to paint the stars and the Sun, but also the color used in factories to report against objects which do not go into, "explains the author Gianfranco Pardi, milanese, born 1933, sculptor but also a hobby painter and architect. The initiative is due to company FarmaFactoring and for Milan it is, basically, the first realization of a project envisioned several years ago by the municipality: equipping the new entrances to the modern city «porte», that is, instead of tollbooths and strings, as in the past, of sculptures that function as signs. An idea wrecked due to lack of sponsors, but the piazza Amendola could become a stimulus to be relaunched. Meanwhile, becomes the occasion for two exhibitions that the Fondazione Marconi in Milan and galleria Fumagalli of Bergamo devoted respectively to the first and the most recent works of Pardi. Forty years of activity where the architecture has always made from wire. Since its inception in 1967, those on display in Milan: fifty paintings with stairs, columns, roof gardens, doors. All fragments that Pardi has taken away the support, for example the floor to produce a sense of alienation. In times when the figuration of Pop art law dictated, Pardi continued to pound the streets of abstraction based on the Russian constructivists and architecture of the ' 900, by Mies van der Rohe and Le Corbusier, to distill the architectural elements in increasingly abstract signs, as shown by the over twenty paintings on display in Bergamo, carried out over the past two years.