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Milan
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Art at Site 	www.milanoarte.nl	Augusto	Perez	Grande Centauro
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Augusto Perez

Grande Centauro

1973
Parco dell’Idroscalo
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Il 'Centauro' di Perez tra polvere e cartacce.
Intorno alla metà degli anni '70, al centro dell'atrio fu collocato il Centauro, una delle opere più significative di Augusto Perez. Il bronzo, uscito dalla Fonderia Chiurazzi nel 1974, è di una qualità eccezionale, di una bellezza splendente e ferita. La carica di vitalità che fa impennare il grande corpo equino «culmina - è stato scritto - nella disperazione di un dio adolescente dalle braccia bendate e dalle orbite cieche».
Nel 1988, in occasione di una rassegna di scultura, il Centauro, trasportato in Palazzo Reale e sistemato ai piedi dello Scalone d'onore, suscitò un così largo entusiasmo tra i visitatori da indurre l'allora presidente della Cassa Marittima a dichiarare pubblicamente di voler donare l'opera alla città di Napoli, al fine di darle una collocazione più adeguata al suo valore.
Andate ora al palazzo dell'ex Cassa Marittima. Nell'atrio, trasformato in un buio e sporco deposito, il Centauro, monumento polveroso dell'incuria, se ne sta tra scatoloni e cartacce. Alla base gli hanno addossato una fila di poltrone rotte e la carcassa di un grosso portarifiuti. Non è uno spettacolo edificante. E fa venire in mente chi, invece di guardarsi intorno, s'ostina a raccontare la favola del rinascimento culturale napoletano o riscrive la storia artistica della città negli ultimi decenni puntando l'attenzione sul ruolo di qualche galleria di avanguardia. Anche se da molto tempo quest'avanguardia si è trasformata da arte di ricerca e di rottura in cifra di mondanità e di conformismo.
The ' Centaur ' Perez among dust and litter.
In the mid-70 's, at the center of the Atrium was placed the Centaur, one of the most significant works of Augusto Perez. Bronze, released in 1974 by Chiurazzi foundry, is of an exceptional quality, shining and beautiful wound. The charge of vitality that makes great equine body may be «culminates-was written-in desperation of a God from the arms bandaged teenager and blind orbits.
In 1988, during a review of the sculpture, the Centaur, transported to the Royal Palace and placed at the foot of the grand staircase, aroused such a wide enthusiasm among visitors that the then President of the Cassa Marittima to declare publicly intention to donate the work to the city of Naples, in order to give her a more suitable location to its value.
Go now to the Palace of the former Cassa Marittima. In the lobby, transformed into a dark and dirty store, the Centaur, dusty monument of neglect, is between boxes and litter. Behind him hung a row of broken chairs and the carcass of a large waste bin. It is not edifying spectacle. It brings to mind who, instead of looking around, he persists in telling the tale of the Neapolitan cultural renaissance or rewrites the artistic history of the city in recent decades, focusing on the role of some avant-garde Gallery. Although for many years this technology has evolved from research and art breaking figure of worldliness and conformism.